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Carissime e carissimi. Siamo felici di inviarvi un aggiornamento sul progetto sociale che abbiamo finanziato quest’anno. Di seguito, il testo mandato dalle colleghe che lo stanno realizzando insieme a qualche foto.
“PIANO PIANO INTORNO AL PIANO” – INTERVENTI MUSICALI NEL REPARTO DI PEDIATRIA PRESSO L’OSPEDALE DEI BAMBINI "VITTORE BUZZI" DI MILANO.
A cura di Elena Costa, Miriam Valvassori, Giulia Vallisari
Contesto e obbiettivi
Il progetto nasce all’interno dell’associazione Audiation Institute, grazie al bando sociale che ha l’intento di consentire la realizzazione di esperienze musicali significative dedicate a bambini e famiglie in contesti di fragilità, secondo i principi della Music Learning Theory di Edwin E. Gordon.
L’idea iniziale prevedeva la realizzazione dell’esperienza “Piano piano intorno al piano”, un concerto immersivo per bambini e genitori basato su ascolto, movimento e interazione libera. Tuttavia, a seguito di una valutazione degli spazi e delle esigenze specifiche del reparto di pediatria dell’ospedale Buzzi di Milano, si è scelto di adattare l’intervento a una modalità più flessibile, discreta e rispettosa del contesto ospedaliero.
Gli obiettivi principali del progetto sono stati:
• Offrire un’esperienza musicale dal vivo accessibile e non invasiva all’interno del reparto di Pediatria e Chirurgia.
• Creare momenti di sollievo e benessere per bambini e famiglie.
• Portare varietà e stimoli nuovi all’interno della quotidianità ospedaliera.
• Favorire un ascolto musicale libero, senza richieste di prestazione.
Modalità di intervento
Sono stati realizzati, ad oggi, tre dei quattro incontri previsti all’interno del reparto di pediatria e chirurgia pediatrica.
L’intervento si è svolto in forma itinerante: le musiciste si sono mosse negli spazi del reparto cantando e suonando, pronte a cogliere le occasioni di contatto spontaneo con bambini e genitori.
L’interazione avveniva nel rispetto totale della disponibilità dei presenti, quindi entrando nelle stanze solo in presenza di porte aperte o su invito e accogliendo eventuali segnali di interesse da parte di bambini e genitori con un approccio delicato e non invasivo.
La proposta musicale si è basata su canti strutturati secondo i principi della Music Learning Theory (esposizione, pausa/silenzio, ripetizione), utilizzando la voce e il corpo come principale strumento di relazione. I canti sono stati accompagnati con strumenti semplici (ukulele, kalimba, metallofono e piccole percussioni).
Gli strumenti venivano trasportati in una valigia riconoscibile (a forma di unicorno), che ha contribuito a creare un elemento di familiarità e curiosità. I bambini erano invitati ad avvicinarsi, a curiosare tra gli strumenti e provarne qualcuno.
Osservazioni e riscontri
Nonostante una iniziale preoccupazione del personale, rispetto a un possibile disturbo o eccessiva “rumorosità” della proposta musicale, l’intervento è stato accolto in modo molto positivo. Anzi spesso il personale medico si è lasciato coinvolgere in piccoli accompagnamenti vocali.
Un aspetto particolarmente significativo emerso è stato l’impatto sui genitori:
la musica ha rappresentato per loro un momento di interruzione della routine ospedaliera, spesso lunga e faticosa. La possibilità di vivere un’esperienza diversa, anche breve, ha generato apertura, sollievo e partecipazione.
Anche i bambini, pur con modalità differenti (ascolto silenzioso, sguardi, piccoli movimenti), hanno mostrato interesse e coinvolgimento.
Durante uno degli interventi, mentre attraversavamo il reparto cantando, una madre si è avvicinata chiedendoci di tornare indietro e di entrare nella stanza del proprio bambino. Ci ha raccontato di aver notato come, durante il nostro passaggio, il figlio ricoverato e “sofferente” sembrasse aver trovato un momento di sollievo, smettendo di lamentarsi per il dolore.
Entrate nella stanza, abbiamo proposto alcuni canti. Il bambino, di circa quattro anni, inizialmente molto timido e raccolto nel suo lettino, ha mantenuto una posizione di ascolto per tutta la durata dell’intervento, senza sottrarsi, rimanendo presente e attento.
L’incontro seguente si è formato un gruppetto spontaneo di ascoltatori, genitori e bambini, che dalle stanze si sono riuniti in corridoio e da lì ci hanno seguito, ballando e cantando fino alle stanze dei bambini impossibilitati a muoversi. La presenza degli altri bambini e i loro giochi musicali hanno arricchito molto i nostri canti. I bambini nelle stanze, dal lettino o in braccio ai genitori si sporgevano per ascoltare meglio e per osservare e si sono potuti così unire alla nostra piccola festa in musica.
Questi episodi ha rappresentato in modo molto concreto il potenziale della musica come strumento di cura relazionale e di benessere, anche in contesti complessi.
Riflessioni conclusive
L’esperienza ha evidenziato come sia possibile portare la musica anche in ambienti delicati come l’ospedale, a patto di saper adattare le modalità operative al contesto. La scelta di un approccio flessibile, basato sull’ascolto e sul rispetto dei tempi e degli spazi, infatti, si è rivelata fondamentale.
Il progetto ha confermato il valore della musica come esperienza accessibile a tutti e come occasione di relazione e connessione tra bambini e genitori.
Anche in una forma diversa rispetto all’idea iniziale, “Piano piano intorno al piano” ha mantenuto la sua essenza: creare uno spazio sonoro accogliente, in cui poter semplicemente essere, ascoltare e condividere.
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Teaming Manager
on 27/04/2026 at 19:37h