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CRAS ENPA Genova
CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 15/06/2021  alle 14:39h

Lo sapevi che…
L’ermellino (Mustela erminea) spesso è una preda, vive in paesaggi aperti evitando il bosco, è territoriale e conduce un’esistenza solitaria.
In alcune regioni è sempre più raro anche perchè non trova i nascondigli di cui necessità, procurandosi il cibo nei prati, ma partorendo al riparo tra caratasti di legna o pietre.

L’ermellino cambia il colore del proprio peli in base alla stagione: in estate è di colore Bruno-rossastro con il ventre bianco-giallastro, mentre in inverno la livrea diventa candida, eccezionale fatta per l’estremitá della coda che mantiene il colore scuro.

La nota dolente è che a causa delle temperature sempre più alte l’organismo dell’ermellino ha sempre più difficoltà a mantenersi allineato all’alternarsi delle stagioni e ció comporta in immensa difficoltà a mimetizzarsi con l’ambiente circostante.
L’adattamento e l’evoluzione infatti non sono veloci quanti i cambiamenti climatici.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 08/06/2021  alle 10:43h

Lo sapevi che…
Entrambe appartengono all’ordine Lagomorpha e alla famiglia Leporidea.
La minilepre o silvilago si distingue dalla lepre per le minori dimensioni, le orecchie più corte e l’aspetto in genere più tondeggiante.
E’ caratterizzata da un bel colore rosso-bruno tendente al grigio e da un breve batuffolo di coda bianca; la lepre ha un colore tendente al giallo e la coda bianca presenta però un pennacchio nero all’estremità.
A differenza della lepre che ha zampe posteriori molto lunghe e forti grazie alle quali corre molto veloce, la minilepre ha una corsa con andatura a piccoli balzi, con percorsi di fuga brevi e a “zigzag”.
La minilepre è originaria del nord America, introdotta in Italia come in altri paesi a scopo venatorio, mentre la lepre è Europea.
Risulta invece molto difficile, anche per un occhio esperto, distinguere la minilepre dal coniglio selvatico.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 01/06/2021  alle 10:17h

Lo sapevi che…
Apriamo dicendo che nessun serpente è pericoloso se lasciato stare e che le vipere sono protette per legge, la loro uccisione è illegale e non necessaria. La differenza più tangibile la si riscontra nell’occhio. La pupilla dei serpenti colubri, non velenosi, risulta particolarmente tondeggiante, mentre quella delle vipere risulta più alta e stretta. La biscia presenta inoltre una coda più lunga e slanciata, a differenza di quella della vipera che appare decisamente più tozza.
I denti, mostrati nel momento in cui percepiscono una minaccia, sono notevolmente diversi: nella biscia l’arcata è aglifa, assente di zanne velenifere, che risultano invece molto evidenti nelle vipere; di conseguenza risulta molto diverso anche il segno del morso.
Il colore non può essere un fattore discriminante in quanto varia molto tra le diverse specie, ma anche dalla forma giovanile a quella adulta.
La biscia con cui la vipera può essere più facilmente confusa è la natrice viperina (Natrix Maura) in questo caso la prova più evidente è sempre quella della pupilla, nonostante non sia facile cogliere questo dettaglio, soprattutto se in preda all’agitazione! Nel dubbio...cambiate strada!
Ci raccomandiamo di portare sempre con sè un bastone da battere a terra in quanto, nonostante il pessimo udito, le vipere sono molto sensibili alle vibrazioni.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 25/05/2021  alle 10:12h

Lo sapevi che…
Entrambe appartengono alla famiglia dei mustelidi, hanno le dimensioni circa di un gatto e sebbene la martora (Martes Martes) sia più legata a boschi di conifere, mentre la faina (Martes foina) prediliga i boschi di latifoglie possono frequentare gli stessi ambienti; inoltre la faina è perlopiù notturna a differenza della martora che è attiva durante tutto l’arco della giornata con un calo nelle ore notturne.
Le principali differenze fisionomiche tra le specie sono:
Nella martora la pelliccia è di colore più scuro e la macchia golare è gialla e piccola, dello stesso colore dell’orlo delle orecchie che sono più grandi rispetto a quelle della faina; i cuscinetti delle zampe sono scuri e ricoperti di pelliccia, inoltre il sottopelo tende al rossiccio.
Nella faina la pelliccia è color nocciola, le orecchie sono più piccole ed orlate di bianco, come bianca è la macchia golare che risulta ampia e si biforca all’altezza delle zampe anteriori. I cuscinetti sono rosa e glabri, il sottopelo tende invece al grigiastro.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 18/05/2021  alle 10:58h

Lo sapevi che…
Molte specie di gufi condividono un’incredibile abilità: volare quasi senza produrre alcun suono. Quando la maggior parte degli uccelli volano, la turbolenza dell’aria creata dal battito delle ali produce dei suoni e, di solito, più grande e veloce è un uccello, più rumoroso è il suo volo. Ma questo non vale per non i gufi. Anche le grandi specie come il barbagianni (Tyto alba) e il gufo reale (Bubo bubo), possono volare in silenzio.
I gufi hanno ali grandi rispetto alla loro massa corporea che permettono loro di volare in modo insolitamente lento, planando silenziosamente con pochi e leggeri battiti d’ala. La struttura delle loro penne funge da attenuatore di suoni: le dentellature a pettine sul bordo anteriore delle penne remiganti “rompono” la turbolenza dell’aria che genera il tipico suono del volo degli uccelli. Questi flussi d’aria più piccoli sono ulteriormente smorzati dalla consistenza vellutata unica delle piume dei gufi e da una morbida frangia sul bordo posteriore dell’ala. Queste strutture combinate tra loro fanno pochissima resistenza al flusso d’aria e assorbono il suono che esso produce.
Questo fenomeno si ipotizza si sia sviluppato proprio in seguito al fatto che le loro prede solitamente consistono in piccoli mammiferi dall’udito molto fine; è stato infatti osservato che le specie che si nutrono ad esempio di pesci presentano una struttura a pettini più stretti e quindi meno silenziosa.
Inoltre essendo rapaci notturni l’udito acquista molta più importanza della vista nell’individuazione stessa delle prede.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 11/05/2021  alle 10:32h

Lo sapevi che....
Viste da vicino le zampe dei gechi (Gekkonidae) appaiono molto particolari. Hanno numerosissime lamelle che rivestono la superficie interna delle dita e, osservandole al microscopio, se ne riescono a svelare i segreti: ogni lamella è a sua volta ricoperta da decine di migliaia di setole che, più sottili del capello umano, giocano un ruolo chiave.
Tra queste setole e le superfici su cui il geco si poggia si sviluppano le forze di Van der Waals, ossia forze elettromagnetiche di attrazione o repulsione. Sono deboli se prese singolarmente, ma direttamente proporzionali all’aumento delle superfici in contatto - e le setole dei gechi sono addirittura centinaia di migliaia per millimetro quadrato. In questo modo, l’adesione consente di sopportare 50 volte il peso dell’animale.
Basta però variare l’angolo di contatto tra superficie e polpastrelli di appena 30° per annullare la loro forza. è in questo modo che i gechi riescono a staccarsi per spostarsi.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 04/05/2021  alle 10:48h

Lo sapevi che…
Una delle differenze più evidenti tra i conigli e le lepri è alla nascita. Mentre le lepri sono animali precociali (ovvero i cuccioli nascono totalmente formati, pronti per mettersi in posizione eretta e realizzare le funzioni proprie di un individuo già adulto), i conigli sono altriciali (ovvero i piccoli nascono ciechi, sordi e senza pelo, totalmente dipendenti dai loro genitori).
Le lepri si riproducono dall’inverno, precisamente nei mesi di gennaio e febbraio, fino alla piena estate, con un periodo di riposo sessuale compreso tra ottobre e dicembre. La loro gestazione dura mediamente 41 giorni e il numero di esemplari della cucciolata puó variare anche di molto nell’arco della stagione riproduttiva e con il susseguirsi delle gravidanze. Lo svezzamento avviene dopo il primo mese di vita e la loro maturità sessuale si completa tra i 5 e i 6 mesi.
I conigli possono riprodursi durante tutto l'anno, anche se generalmente lo fanno nei primi due trimestri. La loro gestazione è più corta, dura circa un mese, e il numero dei cuccioli è meno variabile, di solito rimane tra i 5 e i 6 esemplari. I conigli sono famosi per la loro grande capacità di riprodursi, possono avere varie cucciolate all'anno. I coniglietti si svezzano dopo circa un mese di vita e raggiungono la maturità sessuale dopo circa 8 mesi. La mortalità dei conigli selvatici è attorno al 90% nel primo anno di vita, mentre per le lepri raggiunge un massimo dell’80% nelle zone più sfavorevoli, per scendere fino al 40% in quelle più vantaggiose.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 27/04/2021  alle 10:05h

Lo sapevi che...
Andare a caccia di notte, quando la visibilità è scarsa non è certo facile. Per evitare spiacevoli frontali, i pipistrelli (Chiroptera) hanno perfezionato nel corso della loro evoluzione un particolare modo di “vedere” nel buio: emettono, con la laringe o con il naso, ultrasuoni. Queste onde sonore hanno una frequenza maggiore di 20 mila Hertz (l’orecchio umano percepisce solo fino a 16 mila Hertz) viaggiano nell’aria fino a che non colpiscono un corpo, che sia un albero o un insetto, a quel punto tornano indietro. Vengono infatti rimbalzate dall’ostacolo e captate nuovamente dal pipistrello che le codifica.
Questa capacità si chiama ecolocalizzazione, una capacità che hanno anche i delfini.
La ricezione degli echi di ritorno è favorita dai grandi padiglioni auricolari spesso dotati di un’ulteriore membrana, detta trago.
I chirotteri non utilizzano gli ultrasuoni unicamente per la vista, l’orientamento e l’individuazione di prede, ma anche per vere e proprie vocalizzazioni che permettono di comunicare tra loro.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 13/04/2021  alle 11:33h

Lo sapevi che…
Tra i segnali più evidenti lasciati dai caprioli maschi durante la marcatura del territorio vi è lo scortecciamento di arbusti o piccoli alberi. Questi scortecciamenti vengono chiamati in gergo “fregoni” e sono causati dallo sfregamento del palco e della fronte dell’animale, a volte al solo scopo di eliminare il velluto che li ricopre. I fregoni costituiscono messaggi sia visivi che olfattivi per gli altri membri della specie. Svolgerebbero anche la funzione di marcamento acustico a causa del forte rumore provocato dai palchi che colpiscono con veemenza il legno. Sembrerebbe che le marcature siano concentrate in luoghi particolarmente “vantaggiosi” all’interno del territorio e non tanto lungo i confini dello stesso. In prossimità dei fregoni o in aree sopraelevate del territorio, si possono notare le tipiche “raspate” effettuate dal maschio sia con le zampe anteriori che con quelle posteriori.

Questi atteggiamenti possono causare enormi danni alle foreste poichè in seguito le piante si trovano più esposte a parassitismi di diverso genere, soprattutto fungini, portandole anche fino all’essiccazione.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 06/04/2021  alle 10:03h

Lo sapevi che…
La volpe rossa (Vulpes vulpes), è la più grande delle volpi propriamente dette.
Nonostante il nome, sono state riscontrate volpi con il manto di colore differente, dal leucistico al melanico; le diverse colorazione sono da interpretare come un spettro che presenta ai due estremi le sopracitate colorazioni.
Tra queste ricordiamo: rosso (la colorazione classica); grigia; “cross” o crociata; grigio-marrone (forma melanica delle volpi eurasiatiche); argento; platino (si distingue dalla argentata per una sfumatura bluastra); “amber”; samson (assenza di peli di giarra e particolarmente “lanosa”).
Talora può essere più scura sul collo e sul torace ma la parte frontale delle zampe anteriori è decisamente più scura.
La volpe artica (Vulpes lagopus) invece per potersi camuffare sia in estate che in inverno cambia completamente il colore del pelo: quando è freddo il suo manto diviene bianco così che può non essere vista tra la neve e nei mesi caldi invece si confonde nella tundra assumendo un mantello che va dal grigio al marrone.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 30/03/2021  alle 10:01h

Lo sapevi che…
Il daino (Dama dama) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Cervidi.
In seguito alla reintroduzione nel continente europeo, soprattutto a scopo venatorio, e alla conseguente manipolazione della specie, si riconoscono diverse colorazioni del manto, tra cui: pomellato (con chiazze bianche lungo i fianchi; il più tipico della specie), isabellino (la più rara, nel mantello estivo è simile alla forma pomellata ma più chiara e nel mantello invernale resta visibile la pomellatura), melanico (a causa di un’eccessiva produzione di melanina, il mantello tende a diventare molto più scuro del normale), bianco - non albino - (il mantello è completamente bianco e lo specchio anale assente per tutto l’anno) ed albino con frequenze molto variabili tra le diverse popolazioni anche del grado di pomellatura.
Il colore del mantello pomellato varia a seconda della stagione:
• durante il periodo estivo il dorso è rossiccio-marrone e maculato (pomellato) di bianco, con una striscia nera
lungoo il rachide, dalla nuca alla coda, dove si triforca andando a circoscrivere il posteriore, mentre la parte
ventrale ed il posteriore sono bianchi;

• durante l'inverno la parte dorsale diviene grigio-nerastra, mentre quella inferiore diventa grigio-cenere.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 23/03/2021  alle 10:59h

Lo sapevi che...
Gli insogli sono ampie pozze site nel sottobosco, utilizzate dai cinghiali per i periodici bagni di fango. La pozza è solitamente poco profonda e caratterizzata da acqua fangosa; il ruolo della mota è quello di inglobare sporco e parassiti per poi, una volta essiccata, venire eliminata mediante energici sfregamenti. Infatti in prossimità delle pozze di insoglio si trovano i “grattatoi”, di norma alberi (ma anche rocce), che possono avere la corteccia completamente rimossa a causa del continuo sfregamento cui sono sottoposti.
Durante il periodo estivo, gli insogli hanno anche un ruolo di termoregolazione: l’evaporazione dell’acqua dal corpo del cinghiale, o di un altro animale, ne permette infatti il raffreddamento.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 16/03/2021  alle 11:14h

Lo sapevche....
Sia nei maschi che nelle femmine dei cervidi sono presenti diverse ghiandole “odorifere”, formate dall‟unione di ghiandole sebacee e sudoripare, situate in varie parti del corpo.
Davanti all'angolo nasale dell’occhio del cervo sono presenti le ghiandole preorbitali. Queste vengono usate in modo cospicuo dal maschio, diventando anche più vistose, nel periodo del bramito, ovverosia durante il marcamento territoriale e delle femmine; le femmine e i piccoli le utilizzano prevalentemente nella fase delle cure parentali per imprimere il proprio odore al parente e poterlo quindi facilmente riconoscere.
Le ghiandole preorbitali, nel capriolo, hanno significato incerto.
Nella regione frontale del maschio del capriolo sono presenti una serie di piccole ghiandole a formare il tipico “organo frontale”, deputato a lasciare un segnale odoroso quando il maschio effettua la marcatura visiva coi palchi (fregoni).
Nelle zampe posteriori subito sotto il tallone sono localizzate le ghiandole metatarsali (molto scure e vistose nel capriolo e coperte da pelo chiaro nel cervo), inoltre nella regione interdigitale dei piedi posteriori si trovano le ghiandole interdigitali, utilizzate soprattutto per la marcatura territoriale.
Nei cervi sono presenti anche altre ghiandole la cui funzione è tuttora poco chiara: l’organo caudale, situato alla base della coda; le ghiandole vulvari e le ghiandole frontali.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 09/03/2021  alle 12:02h

Lo sapevi che….
La ghiandaia (Garrulus glandarius) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Corvidae.
Così come suggerito dal nome volgare della specie, il cibo preferito della ghiandaia sono le ghiande, che costituiscono da sole più della metà della dieta - onnivora! - di questo animale. Tuttavia essa si ciba anche di faggiole, castagne, noci, nocciole, granaglie, bacche e frutti, ma anche piccoli mammiferi, rettili, insetti e larve, nidiacei e uova di piccoli uccelli.
Questa sua predilezione alimentare è importantissima per la diffusione delle ghiande e la propagazione delle “querce”, e sembra addirittura che la ghiandaia abbia avuto un ruolo assai rilevante dopo l’ultima glaciazione, velocizzando il processo di ricolonizzazione da parte delle “querce” dei territori perduti durante il periodo freddo.
La Ghiandaia ha infatti l’abitudine di raccogliere nella cavità orale, nel periodo della maturazione delle ghiande, un piccolo numero di questi frutti della quercia, più uno che viene tenuto nel becco, e portarli ai nascondigli segreti (sotto le foglie, sotto il muschio, tra le radici, nelle cavità di alberi, …) in modo che questi costituiscano una scorta di cibo sufficiente a superare il rigido inverno.
Anche il nome scientifico dell’uccello ricalca e riassume due delle sue caratteristiche. Infatti in latino garrulus significa “chiacchierone, ciarliero”, mentre glandarius sta a significare che “si nutre di ghiande”.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 02/03/2021  alle 11:07h

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Lo sapevi che…
Il cinghiale (Sus scrofa) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Suidi, con un vastissimo areale (dall’Eurasia al Nord Africa e introdotto anche nelle Americhe) è un animale molto sociale. I cinghiali, infatti, vivono in gruppi matriarcali composti da femmine adulte, giovani e dai loro piccoli, sotto la guida di una scrofa più anziana o più forte, chiamata femmina alpha o capobranco. Nelle zone ricche di cibo non è raro che più gruppi si fondano, andando a creare aggregati composti da cinquanta individui o più. La femmina dominante, riveste un ruolo fondamentale per il branco sia per la ricerca del cibo, sia in caso di fuga e infine per la sincronizzazione dell’ovulazione di tutte le femmine del gruppo. Infatti, questa strategia, riduce la mortalità dei piccoli, nascendo tutti insieme (all’incirca nelle stesso periodo) le energie spese per mantenerli sono minime e le femmine creano delle vere e proprie “nursery”,(protezione da eventuali predatori). Inoltre, la femmina dominante avendo il ruolo di guida, sta sempre in posizione avanzata rispetto agli altri individui. Questo la rende una preda facile per i cacciatori ma il suo abbattimento causa diversi problemi: la perdita della guida provoca la dispersione del branco e i giovani, incapaci di nutrirsi e spostarsi sul territorio, possono avvicinarsi ai centri abitati alla ricerca di cibo, causare elevati danni a colture agricole e soprattutto provocare incidenti stradali.
I maschi più anziani - dopo i 3 anni - conducono, per la maggior parte dell'anno, una vita solitaria, per questo sono anche detti “solenghi”; oppure (solitamente i maschi giovani, tra i 18 mesi e i 3 anni) vivono in gruppetti, non gerarchici e tendenzialmente il loro “home range” comprende il territorio delle femmine.
L’unico periodo nel quale i maschi abbandonano la vita solitaria per aggregarsi ai gruppi di femmine è quello riproduttivo, spesso percorrendo anche grandi distanze. La presenza di diversi maschi adulti favorisce il crearsi di tensioni che spesso si esauriscono in cruenti combattimenti, preceduti da comportamenti rituali a scopo intimidatorio, quali urinare e raspare il terreno.
La comunicazione avviene tramite l’emissione di una vasta gamma di suoni, che comprendono diversi grugniti a varie frequenze, ma anche grida e ruggiti. Ciò permette di comunicare la propria appartenenza a un gruppo, la propria posizione gerarchica, la disponibilità all'accoppiamento e al combattimento. La vocalizzazione si accompagna anche alla comunicazione olfattiva mediante gli odori corporei o le secrezioni ghiandolari (feromoni).

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 16/02/2021  alle 12:48h

Lo sapevi che...
Il cuculo (Cuculus canorus) è un uccello parassita: non costruisce il suo nido, ma sfrutta quello di altri volatili, generalmente quello di passeriformi.
La femmina individua un nido esistente di un’altra specie e aspetta che i genitori depongano le loro uova. A questo punto vi si intrufola, elimina una delle uova presenti e vi depone il suo. L‘uovo di cuculo si schiude in prima degli altri e il pulcino si sbarazza delle altre uova. Inconsapevoli dell’inganno, nutrono e curano amorevolmente il “loro” unico pullo rimasto, fino al momento dell’involo.
Ogni femmina di cuculo si specializza nell’imitare un tipo di uovo e depone nei nidi della specie che l’ha allevata. Questa strategia porta indubbi vantaggi, tra cui quello di risparmiare l’energia dall’allevamento dei giovani, potendo sfruttarla per deporre più uova.
Sono quindi animali solitari, difficili da vedere, ma famosi per il loro canto, nei quali la componente istintuale gioca un ruolo fondamentale nella loro sopravvivenza.

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 08/01/2021  alle 13:14h

Ciao a tutti dal team del CRAS! Volevamo fare un piccolo aggiornamento… siamo a 15 iscritti! Grazie davvero per aver aderito a questa nuova iniziativa, speriamo cresca sempre di più. Inoltre, 1 euro al mese (sembra poco ma non è così) da parte di 15 persone ci permette di coprire le spese per prenderci cura di uno dei nostri ghiri - ospite che starà con noi tutto l’inverno (periodo del letargo) per essere poi liberato a primavera, quando le temperature saranno più calde, per continuare la sua vita da selvatico.
Grazie di cuore anche a nome suo!
Per ogni curiosità o perplessità siamo a vostra disposizione!

Fabio Dolia, Teamer, il 12/01/2021  alle 11:20h

Grazie a voi e a tutti i teamers... è proprio come fossimo una famiglia :-)
(Questa la capiranno soprattutto Barbara, Riki e Chiara )

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CRAS ENPA Genova, Teaming Manager, il 22/01/2021  alle 11:31h

Grazie a tutti voi che ci sostenete!!!

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